Il viaggio con Pepa.
E’ iniziato tutto quando ho deciso che il viaggio era possibile e che solo viaggiando avrei potuto riscoprire me stessa, il mio valore e le mie reali capacità.
E’ iniziato tutto nel 2018 quando ho iniziato il mio breve viaggio per Oliana, ma in verità ho sempre viaggiato e con più gusto, da sola.
E’ bello condividere con qualcuno affine, ma trovo stupendo entrare in contatto con persone aliene che vedono la bellezza in te, che non aprono un cassetto di ricordi su di te, ma che si sorprendono della tua bellezza.
Il viaggio è un viaggio verso l’autostima, quella tanto perduta stima reale su noi stessi. E' un viaggio verso se stessi.
Quella cosa che spesso non siamo in grado di valutare a sangue freddo e così diamo il potere del nostro valore agli altri, gli altri che probabilmente di noi sanno 1/100entesimo, ma poverini, anche loro fanno cosa possono.
Spesso per iniziare a comprenderci abbiamo bisogno di conferme, ma conferme esterne, conferme da persone che non sanno il nostro passato, che vedono solo il presente, si il presente, perché il presente è ciò che siamo, ora, con tutti i cambiamenti del caso.
Cambiamo ogni giorno ed ogni giorno è una sfida, ogni giorno è crescita. Ogni giorno viviamo, ogni giorno pensiamolo, ogni giorno cambiamo, ma a volte ci piace rimanere dietro la maschera che ci siamo creati e che gli altri hanno ben accettato.
La vita in van, soprattutto questo van che non è ancora allestito è speciale, a volte difficile, perché il caldo lo senti 100 volte, la pioggia sembra grandine, il freddo è come fuori. LA vita in van nella sua semplicità e difficoltà mi sa dare tante risposte alle mie mille domande, su me stessa, sul mondo, sulle priorità.
E Pepa?
Il tempo per vivere a contatto con la natura è al 100%, se un orso, un lupo, un aquila passano a lato del furgone, Pepa ed io ce ne accorgiamo, in questo momento è quasi come essere in tenda, a livello di isolamento acustico, anche se io mi sento una privilegiata..e poi con Pepa.
Pepa? Pepa è un coniglio speciale, non so se lo è perché sin da subito l’ho abituata a stare nei settori di arrampicata e vivere una vita in van, ma si adatta molto facilmente a tutto, anche ai mille cani dei presenti nei settori, a lei non interessano, basta che non siano troppo invadenti!
E ora sa pure salire e scendere dal furgone a suo piacimento. E’ tutto molto più bello con lei. Per di più è ancora più facile conoscere la gente, perché un coniglio in falesia e un coniglio in un van non ce l’hanno in tanti, come la mamma di Bubi mi chiamava : "quela de u cuniggiu"; ora mi chiamano: la chica del conejo Pepa💓💓.
Pepa è un coniglio fortunato perché oltre al fieno impacchettato e alle crocchette del supermercato si nutre ogni giorno di erbette fresche a sua scelta e corre corre corre, fa buchi, vive come un vero coniglio, ma protetto da me; il solo problema sono state le zecche, manco con la pipetta me ne libero.
Per il momento il vero coniglio che vive in Pepa sta solo cercando di rosicchiarmi le parte in gomma del furgone o delle giacche, ama le Crocks e materiali simili, ovviamente i cavi della corrente non sono accessibili a lei, perché la corrente non ce l’ho, ma non mi devo distrarre troppo.
Ho vissuto più di 1,5 anni nel mio “vecchio” furgone, un pegeout expert (come lo scudo), molto piccolo, non potevo starci in piedi, manco io con i miei 150 cm, ma a parte questo avevo tutti i confort: inverter e pannello solare con batteria per la corrente, riscaldamento e cucina e finestre, ovviamente; tutte cose che attualmente sono optional, ma ora ho una coinquilina!😉
Ho molto spazio per fare stretching e saltare e giocare con Pepa, ma quando piove e ho bisogno di lavorare e non ho ne finestre ne corrente, la vita si fa un po’ più dura!!
Ma come fare? Per il momento posso approfittare di questa vita semplice e del vivere al 100% a contatto con la natura.
Nel frattempo cerco di accelerare la procedura per l’allestimento della mia nuova casa. Purtroppo tra problemi burocratici italiani e spagnoli e supertasse non di poca importanza, il processo è stato lento e ancora lo è.
A volte, come oggi, la corrente la trovo gratis e in un'area camper. Una figata, quello di cui ho bisogno arriva!
Cosa faccio di lavoro? Per il momento cerco sponsor che mi permettano di sopravvivere nella mia vita da climber e vanlifer e nel frattempo sto cercando di sviluppare il mio secondo lavoro che è quello di terapeuta psicocorporale con kinesiologia, operatore Reiki e massaggiatrice (quiromasajista deportivo).
Nel mondo dell’arrampicata spesso non ci si rende conto di quanto un massaggio preventivo possa eliminare o ridurre l’arrivo di lesioni.
Penso che a volte i liguri con questo loro essere parsimoniosi e scettici a volte diventino un po’ poco saggi nel prendersi cura di se stessi.
Spesso non ci si rendo conto che un massaggio o un salto dall’osteopata siano fondamentali per mettere a posto le articolazioni e i tendini che ovviamente usati in canali sbagliati e in maniera sbagliata si lesionano si...e molto più facilmente. Ma alcuni liguri pensano che queste siano stregonerie 😆😅
Beh, nel mio secondo lavoro quello di terapeuta con kinesiologia mi è capitato di lavorare sull'aspetto psicologico dell'arrampicata, cioè su persone che sono consapevoli di avere molta forza e di non avere risultati, persone che vogliono affrontare le loro vere carenze, progredire e crescere. Se vi interessa l'argomento, date un occhio al mio sito.
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