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Valencia, Andalusia, Catalunya nella speranza del sole (gen-feb-mar 22)VERSO SUD

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Arrampicata a Montefrio - Granada  Un viaggio iniziato con l'idea di mettere a posto il furgone casa e con la motivazione di andare a trovare un amico in Portogallo. Un viaggio con la voglia di spingersi più in là e di andare  verso luoghi ignoti e con la voglia di conoscere gente nuova.  Un viaggio dove mi sarebbe piaciuto arrampicare e vedere posti nuovi, ma alla fine solo in parte è stato. Quando si viaggia bisogna avere delle priorità e sicuramente la mia non era l'arrampicata anche se ho sperato e atteso con pazienza soci che in una parte del viaggio non sono mai arrivati(il lato negativo di viaggiare soli). Da Valencia sono partita con il riscaldamento finalmente montato e in funzione, per fortuna, perchè l'inverno senza si stava facendo duro, tanto che a Valencia in quel primo giorno di montaggio la temperatura alle 8 del mattino era -1°(a fine gennaio). Insomma partita da Valencia con riscaldamento e deposito dell'acqua montati, grazie al caro amico Bola, Pepi e...

PAURA IN ARRAMPICATA?

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  Esistono nell’arrampicata, come in tutti gli sport “estremi”, delle paure reali e delle paure inventate da noi stessi, ma reali per noi. Le paure reali sono quelle paure dove oggettivamente c’è una possibilità di cadere e farsi male o di rompere qualcosa o di rischiare la vita facendo un gesto inappropriato. Queste paure sono ovviamente molto importanti perché ci permettono la sopravvivenza della specie. Le altre paure che in genere si possono riassumere come la paura di volare, da dove arrivano? Come è possibile che anche con anni di esperienza si porti con se ancora la paura che non ci permette avanzare nel progetto e ci stressa molto a livello nervoso? L’arrampicata è specchio della nostra vita, quanto più siamo carichi o appesantiti a livello emozionale e più troviamo difficile gestire le nostre emozioni nella vita e nella progressione in arrampicata. Quando lo stress ce lo portiamo dentro da sempre e sempre, praticare lo sport diventa stressante e frustrante. Si può risolver...

Le porte e finalmente il letto: e luce fu

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  Dopo quasi un anno con questo nuovo furgone(ducato l2h2), passando i primi mesi senza corrente, senza isolante e senza luce naturale(né finestre, né oblò); adesso mi sento fortunata. Ho una casa che profuma di legno, un fornello con forno e sto costruendo il letto/sofà, in molti dicono che sto costruendo la mia baita su ruote, l'idea mi piace molto!😍 Perché ho queste esigenze? Ho bisogno di spazio per muovermi dentro la mia nuova casa e quindi ho bisogno che all'occasione sia tutto il possibile "rimpicciolibile". Durante il montaggio delle perline di abete( i muri ) ho avuto vari problemi relativi al fatto che la struttura del furgone non è regolare, anzi quella del ducato è molto più regolare di altri, ma rimane sempre con varie bombature che all'ora di rivestire con legno possono far perdere spazio e aumentare lo stress. 1)La prima fase è quella di creare una struttura dove fissare i muri: nel mio caso ho incollato dei paletti che arrivano al filo della stru...

Una nuova furgo che cresce..

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  Eccomi qua, sono tornata! Dopo tanto tempo sono tornata a scrivere, a volte se non si è ispirati meglio far riposare la bocca e le dita.  Ultimamente sono in una quasi completa pausa dall'arrampicata per scelta di realizzare i miei sogni, uno per volta. E' stata una scelta difficile, ma devo approfittare delle opportunità che mi sta dando la vita. Inizialmente volevo che mi allestissero  il furgone  delle ditte specializzate, ma non avendo trovato disponibilità compatibili alle mie esigenze ho deciso di progredire io sola nell'allestimento, a piccoli passi.  Una scelta coraggiosa, si! Anche perché da quel momento ho iniziato a stressarmi, ho iniziato a sentire addosso una forte responsabilità, la responsabilità del devo farlo assolutamente bene; è la mia casa e ci ho investito molti soldi, così ogni passo verso l'allestimento a camper è sempre col fiato sospeso e molto stress per i possibili problemi da gestire, le mancanze di materiale, le mancanze di lu...

Mi piace arrampicare perchè..

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Ho iniziato ad arrampicare a 20 anni e da sempre la motivazione è stata nel gesto che mi permetteva di progredire, quasi danzando, e dalla sfida nel raggiungere piccoli obiettivi, che potevano essere raggiungere una catena di una via per me dura, chiudere una via, chiudere un blocco, per lo più nelle gare. Ma la cosa più bella per me dell’arrampicata è che è uno sport /attività che mi permette di stare al 100% in mezzo alla natura e di viverla un po’ più profondamente. Fluire con la roccia e con i movimenti sono cose importanti, ma per me la bellezza del posto, della natura, del paesaggio, sono fondamentali per essere ancora più motivata a provare una via. Quando riposo tra un tentativo e l’altro mi metto in contemplazione della natura, è qualcosa di stupendo, quando in questa fase riesco a rilassarmi del tutto e ad incontrare la pace senza aspettativa è proprio il top. Di posti affascinanti, con vie  progetto e incantati non se ne trovano ovunque; quello che più mi ispira poesia ...

La placca, tanto bella quanto....

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  La mia scelta di boicottare la placca placca risale già a qualche anno fa, quando avevo deciso di lasciarla stare per l'eccessivo dolore ai piedi. In effetti tutto ciò risale ad un infortunio non del tutto chiaro del mio periodo parigino; avevo iniziato a zoppicare e mi si era gonfiato un piede, il sinistro. Da lì avevo capito che oltre ad essere piuttosto poco entusiasmante e gratificante arrampicare in placca fosse anche doloroso, forse una scarpetta 1/2 numero più grande mi avrebbe risolto tutti i problemi, ma io ho preferito evitare il dolore/disagio. Et voilat, solo strapiombo! Le linee di placca grigia le trovo stupende da osservare, am spesso molto poco divertenti da arrampicare.  La storia del dolore/fascino che si ripete. Nelle mille avventure e viaggi che la vita mi ha offerto, per fortuna, qui in Spagna la gente è più da strapiombo, ma le placche vere non mancano, soprattutto qui in Andalusia! E allora mi ritrovo a non capire il verso di alcuni movimenti e anche d...

Il viaggio con Pepa.

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E’ iniziato tutto quando ho deciso che il viaggio era possibile e che solo viaggiando avrei potuto riscoprire me stessa, il mio valore e le mie reali capacità. E’ iniziato tutto nel 2018 quando ho iniziato il mio breve viaggio per Oliana, ma in verità ho sempre viaggiato e con più gusto, da sola. E’ bello condividere con qualcuno affine, ma trovo stupendo entrare in contatto con persone aliene che vedono la bellezza in te, che non aprono un cassetto di ricordi su di te, ma che si sorprendono della tua bellezza. Il viaggio è un viaggio verso l’autostima, quella tanto perduta stima reale su noi stessi. E' un viaggio verso se stessi. Quella cosa che spesso non siamo in grado di valutare a sangue freddo e così diamo il potere del nostro valore agli altri, gli altri che probabilmente di noi sanno 1/100entesimo, ma poverini, anche loro fanno cosa possono. Spesso per iniziare a comprenderci abbiamo bisogno di conferme, ma conferme esterne, conferme da persone che non sanno il ...