Mi piace arrampicare perchè..
Ho iniziato ad arrampicare a 20 anni e da sempre la motivazione è stata nel gesto che mi permetteva di progredire, quasi danzando, e dalla sfida nel raggiungere piccoli obiettivi, che potevano essere raggiungere una catena di una via per me dura, chiudere una via, chiudere un blocco, per lo più nelle gare. Ma la cosa più bella per me dell’arrampicata è che è uno sport /attività che mi permette di stare al 100% in mezzo alla natura e di viverla un po’ più profondamente. Fluire con la roccia e con i movimenti sono cose importanti, ma per me la bellezza del posto, della natura, del paesaggio, sono fondamentali per essere ancora più motivata a provare una via. Quando riposo tra un tentativo e l’altro mi metto in contemplazione della natura, è qualcosa di stupendo, quando in questa fase riesco a rilassarmi del tutto e ad incontrare la pace senza aspettativa è proprio il top.
Di posti affascinanti, con vie progetto e incantati non se ne trovano ovunque; quello che più mi ispira poesia per la roccia e per l’ambiente è Gressoney(la Benedizione; Noversh).
Ma di posti incantevoli ne ho incontrati tanti: Entraygues, El Peñon de Ifach, Rodellar, Peña Roc, San Pelegrin, Ceuse, Genna Cruxe, Alto, la Rocca degli Uccelli a Finale, el Capricho nel Teide etc.
Altri posti possono essere divertenti per la roccia, ma mi ispirano meno poesia; a volte mi si stringe proprio il cuore quando vedo che questo sentimento non è condiviso da altri della mia “ razza”.
Io scelgo proteggere I luoghi dove vado, scelgo di vederli il più puliti possibile, scelgo di difenderli e di comunicare anche agli altri che la bellezza non sta solo nel chiudere una via dura, ma anche nell’approffittare di ciò che la natura ci offre, ma nel rispetto.
Scelgo di raccogliere il nastro o la spazzatura davanti agli occhi di chi lo ha appena tirato e anche solo davanti ai miei. Chissà che qualcuno non si risenta e capisca il valore del regalo che è madre natura.
Questa è la mia scelta e la tua?
Forse aprissimo il cuore alla natura ci sarebbero meno scalatori frustrati e più gente felice, forse saremmo tutti un po’ più in armonia con noi stessi.
Ho iniziato questa campagna di sensibilizzazione dell’arrampicatore nel 2007 dal mio periodo di studi Parigino e mai la mollerò.
Io sono dell’idea che pulire va bene, ma educare e far aprire gli occhi, va meglio!
Forza gente, non abbiate paura di dire ciò che pensate!! Io vi appoggio!

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