La placca, tanto bella quanto....

 La mia scelta di boicottare la placca placca risale già a qualche anno fa, quando avevo deciso di lasciarla stare per l'eccessivo dolore ai piedi. In effetti tutto ciò risale ad un infortunio non del tutto chiaro del mio periodo parigino; avevo iniziato a zoppicare e mi si era gonfiato un piede, il sinistro. Da lì avevo capito che oltre ad essere piuttosto poco entusiasmante e gratificante arrampicare in placca fosse anche doloroso, forse una scarpetta 1/2 numero più grande mi avrebbe risolto tutti i problemi, ma io ho preferito evitare il dolore/disagio.

Et voilat, solo strapiombo! Le linee di placca grigia le trovo stupende da osservare, am spesso molto poco divertenti da arrampicare. 

La storia del dolore/fascino che si ripete.

Nelle mille avventure e viaggi che la vita mi ha offerto, per fortuna, qui in Spagna la gente è più da strapiombo, ma le placche vere non mancano, soprattutto qui in Andalusia! E allora mi ritrovo a non capire il verso di alcuni movimenti e anche di gradi piuttosto bassi.😓

La placca ci insegna che un movimento che al primo tentativo sembrava impossibile al secondo risulta super fluido, la placca predilige i passi lenti e i piedi piccoli, i movimenti di bacino ben precisi e, se è possibile, anche un buon livello di dita.


La placca in effetti mi insegna un sacco di cose, ma quel dolore ai piedi e quei voli con incerto spiattellamento... proprio me la tengono lontana! 

Grazie placca per avermi insegnato gli equilibri precari e le incertezze, per avermi insegnato che con la forza non si risolve tutto, ma aiuta sempre averne!😜


Rimango dell' idea che è bello imparare, ma è bello anche realizzare vie dure, sia per il grado, che fa sempre gola, che per la linea, che normalmente più è dura e più si fa notare in bellezza.

Una delle placche più interessanti di Finale: Dancing Dalle


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