Un'esperienza diversa, ma ancor più avventurosa!

 Tornata in terra italiana ho deciso, viste le mille restrizioni e la poca voglia di muovermi, di approfittare del territorio dietro casa e di uscire un po' dal mondo dell'arrampicata, per passare un po' di tempo in stop arrampicatorio e valorizzare la mia terra natale, tanto dura quanto bella.

Ho iniziato ad andare a correre sui monti ogni giorno, per respirare l'aria fresca e liberare la mente, ho corso km e km e qualcuno anche sotto la pioggia, rendendomi conto dell'importanza che ha per me poter fare sport immersa nella natura, dalla passeggiata, alla corsa, allo sci, all'arrampicata. 

Ho scoperto stavolta, con l'abbondante nevicata, la bellezza di sciare in neve fresca e con sguardo fisso al mare, una neve ligure che per un giorno o due sembra essere neve d'altri luoghi e d'altre latitudini. 

Ho scoperto infine le ciaspole! 😃😜

E qui devo fare un chiarimento..abbastanza lungo!

Ho sempre pensato che le ciaspole fossero un mezzo per portare gente sulla neve, le ciaspole non richiedono una gran tecnica, pensavo, e ti portano quasi dappertutto anche se la neve è mezza pietrosa. Ho dovuto ricredermi su molte cose.

Le ciaspole per riuscire ad usarle in un terreno non del tutto facile ci vuole esperienza e tecnica, sono scomodissime in traversata su pendii molto inclinati, ti portano ovunque, ma a volte solo in andata😓; vanno sulla neve, sul ghiaccio e sulle pietre si, ma se usate per troppe ore sono scomodissime.

Come ho scoperto tutte ste cose? Ho vissuto un'avventura da ciaspolista, una grande avventura!!

La giornata più bella e calda degli ultimi 20 giorni ho deciso con un mio amico (forse ora ex amico😜😂)di andare sulla neve ed usare le ciaspole, salendo fino alla montagna per me più impressionante, quella che vedo tutte le mattine dalla finestra della mia camera ligure, l'Argentea, con quel versante mare tanto bello quanto ripido.

Motivati dal sole e dalla neve siamo arrivati sul Reixa abbastanza rapidamente e da lì in poco tempo all'Argentea: fino a questo punto, in salita e in piano, le ciaspole avevano fatto il loro lavoro; avevamo capito a cosa serviva lo zoccolo e rapidamente abbiamo anche capito come bloccare e sbloccare la ciaspola e quando era meglio o peggio farlo.

La discesa? Per me sempre è stata la parte più facile del percorso, ma non questa volta. Abbiamo preso il sentiero che sembrava il più diretto verso la Gava (sicuramente d'estate è così) seguendo una traccia molto evidente di ciaspole: nella prima parte del percorso era tutto molto facile  e veloce, ma ad un certo punto il versante ha iniziato ad inclinarsi e già lì è stato abbastanza difficile proseguire; abbiamo tagliato il pendio su di una neve mezza ghiacciata, ma per fortuna il percorso era indicato da evidenti tracce e quindi abbiamo proseguito fiduciosi. 

Ad un certo momento le tracce andavano verso il bosco e si trasformavano in scarponcini, che però, a quel punto, tornavano verso monte: così l'inizio della confusione, c'era qualcosa che non andava. Per fortuna guardando verso l'alto abbiamo riconosciuto la linea del possibile sentiero che forse avevamo perso; con un'enorme fatica siamo tornati verso il sentiero che continuava a costeggiare tagliando il pendio, una camminata poco agevole, la caviglia destra ha dovuto stare tutto il tempo in torsione per resistere all'inclinazione. Che disagio!

Abbiamo continuato ancora la traversata, perché in effetti le tracce continuavano e noi eravamo comunque sul sentiero; finché siamo giunti ad un segnavia che ci diceva che la strada era giusta, ma le tracce e il sentiero scomparivano in un bosco scompigliato e iniziava anche ad allontanarsi un po' di luce del giorno, il sole stava calando, erano le 16.30.

Visto l'imbrunire abbiamo capito che o scendevamo verso quel sentiero, a quel punto poco ordinato, o seguivamo i paletti (segnavia invernale)  che però ci riportavano verso una cresta; la nostra idea era scendere, ma in quel momento abbiamo dovuto risalire. Arrivati alla cresta indicata, con un'enorme fatica e comunque 6 ore di cammino, con la luce sempre più crepuscolare abbiamo intuito che il passo della Gava ancora non era lì, siamo saliti e ridiscesi altre due volte fino a intravedere il plateau che si trova sotto il Reixa e delle tracce di sci, così rimotivati abbiamo seguito le tracce di sci che in quel momento ci stavano dando un segno di vicinanza al sentiero iniziale, purtroppo anche quelle ci hanno portato ad un punto cieco dove abbiamo dovuto, per la quinta volta, riprogrammare il percorso. Intanto erano passate tre ore(di discesa), il rossore del tramonto stupendo già andato via e noi ancora lì avendo come riferimento ben poco, vista la poca luce; l'unica certezza era che scendere ci avrebbe riportati al mare, prima o poi...non nego che nel gruppo c'era un po' di scoraggiamento.

Quando siamo risaliti verso la cresta ho visto, su quello che ipotizzavo fosse uno spartiacque, un palo, ma per le tante delusioni precedenti a quel punto poteva anche essere un semplice albero, così senza troppo entusiasmo ho continuato a camminare, finché, come una gran sorpresa, dalla cresta hanno iniziato a comparire delle lucine, un presepe...Genova💙!! Mai stati così felici di rivederla, eravamo sicuri di essere giusto sopra la Gava, era ormai buio, ma era lì, ce l'avevamo fatta, quasi a tempo affinchè nessuno si iniziasse a preoccupare per noi: le 19, buio, disidratati e stanchi di tenere le ciaspole, dopo 9 ore di cammino finalmente soddisfatti di noi, abbiamo tirato un sospiro di sollievo e dopo aver sgranocchiato qualcosa siamo scesi a valle per un evidente stradone, ormai senza neve e al buio di una notte senza luna. Ma rilassati e felici.

Un'avventura stupenda,  avevo sempre sognato passare di lì con la neve, la vedo ogni mattina dalla finestra della mia stanza e stavolta, senza realmente averlo programmato, ci sono finita😍.

Conclusione. Le ciaspole vanno usate con cautela. La neve anche se dietro casa ed attaccata al mare può essere severa e selettiva. La Liguria è un posto da veri avventurieri ed esploratori per tutte le stagioni. Portarsi dietro un sacco della spazzatura, non si sa mai sia meglio uno slittino che le ciaspole.😂

Torno all'arrampicata e agli sci con più motivazione dopo quest'esperienza! Viva la calda roccia!💚💚









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