Imparo quindi progredisco: NO confort zone
Dopo diversi anni di arrampicata, molte sessioni di pannello e molti viaggi per il continente euroasiatico, tanti tipi di roccia e diverse prese mi rendo conto che mi manca qualcosa.
Ho sempre saputo che l'arrampicata è qualcosa di più che il semplice gesto, che la forza, che i soci con cui condividere vie e momenti. L'arrampicata è introspezione.
L'arrampicata sportiva se presa seriamente; nel senso del grado che vogliamo superare, della linea che vogliamo salire si o si, dello sforzo fisico che vogliamo raggiungere e della distruzione che impariamo a combattere e che riusciamo comunque a superare; è tutto questo, ma è qualcosa di più!
Cosa succede quando abbiamo tutte queste capacità e sappiamo utilizzarle? Cosa succede quando proviamo una via che è al nostro limite mentale? Si perché per quanto mi riguarda il limite è più mentale che fisico (a parte a volte, l'ovvia morfologia).
Succede che bisogna chiamare in gioco qualcos'altro, dobbiamo renderci conto che la mente ci boicotta, che l'ego è spesso nostro nemico. Quindi, se lo scopo è dimostrare agli altri qualcosa, possiamo seguire l'arido ego, che pompa la nostra figura; se vogliamo chiudere una via al limite, invece, dobbiamo metterlo da parte e azzittirlo.
L'ego ci boicotta continuamente e i pensieri gli fanno da fedeli scudieri.
Arrampicare una via ed avere qualcuno che continuamente ci demotiva e soprattutto ci fa perdere tempo ascoltandolo, non è proficuo! Quindi, né soci pessimisti, né ego sono per il nostro progresso, ma ci possono far imparare tanto, moltissimo!
I pensieri come un mantra si ripetono: tanto cadi, tanto cadi, hai già fatto abbastanza, sii soddisfatta! Io finora sono stata abituata ad azzittirli bloccando più in basso e dominando le prese, usando ciò che sta nella mia confort zone.
Si ma ora? Ora che voglio imparare a superarmi? Ora che ho voglia di imparare non so dove girarmi. Attraverso lo studio delle discipline olistiche ( come la kinesiologia, sono infatti terapeuta psicocorporale olistico con kinesiologia) ho iniziato a capire che tutto si può e tutto è davanti a noi per farci imparare qualcosa!
E così ho iniziato ad essere alunna del mio ego e dei miei pensieri.
Ho iniziato a leggere libri di arrampicatori/mental coach e a sperimentare su di me il potere della kinesiologia a livello sportivo, sperimentare la saggezza del mio corpo, su me stessa, sui miei limiti.
Ho scoperto e sto scoprendo il potere della meditazione casalinga riutilizzabile poi sul progetto; il potere del respiro e dell'essere presente ad ogni passo, eseguendo il prima possibile il passo senza che la mente inizi a giocare contro di me; ho scoperto la potenza del pensiero positivo e del ripasso dei movimenti con la coordinazione del respiro. Tutte cose per molti ovvie, per me innovative; per me sta diventando un grande insegnamento, l'arrampicata mi stupisce ogni giorno di più.
Molti si chiederanno : come hai fatto a raggiungere certi livelli senza imparare prima certe cose? Sempre la forza, lei mi ha sempre assistita!
Quando ho deciso di imparare qualcosa di nuovo nuovo? Quando la vita mi stava portando fuori dalla zona confort e l'arrampicata anche, quando ho iniziato a provare vie al mio limite, prima avevo come idea di chiudere sempre qualcosa, così rimanevo sull'8aconfort!
Poi ho deciso di crescere guardare in faccia le mie carenze ed essere consapevole di voler migliorare e progredire, grazie alla mia prima passione, la roccia!
VIVA LA ZONA SCONFORT!
| Quando la barca sta affondando.. |
Commenti
Posta un commento