Sensazioni e crescita personale: dalla via alla vita
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| Andrea Gallo su Hyaena, foto 1986- Archivio Gallo |
Hyaena: un sogno ancora non realizzato.
Per la prima volta mi sono resa conto che per realizzare una via che si ha a disposizione per poco tempo è fondamentale lavorare bene sull'aspetto mentale oltre che fisico, è fondamentale concentrare al 100% tutto in armonia e perfezione.
Ho iniziato così a lavorare sulla mia testa e soprattutto sui pensieri demotivanti che la mente mi passava nei primi tentativi quasi vittoriosi, quando la via sembrava vicina.
Provare questa via mi ha permesso un auto conoscimento ed una crescita interiore notevole.
E' stato interessante osservare come stare in armonia con l'assicuratore fa parte del 100% della riuscita. Ho notato che alcuni scalatori liguri, con cui poco ho avuto a che fare, essendo passati prima di me su quella via, hanno saputo consigliarmi e motivarmi, con poche parole, in maniera geniale.
Ho notato come solo chi ha provato una via al limite (che sia mentale o fisico) sa realmente come superare le difficoltà che sorgono e sa anche in che maniera la mente e il pubblico, se ascoltato, ti boicottano.
Bene. La mia esperienza su Hyaena quest'anno è stata speciale, ho avuto a disposizione poco tempo e spesso pochi tentativi: per mancanza di pelle, soci e condizioni mie o della roccia.
Ho avuto l'opportunità di programmarmi sui tentativi grazie a una persona speciale, Ilaria 💚, che mi dava la certezza di esserci settimana dopo settimana, anche solo per un tentativo alla settimana, al mattino dalle 9.30 alle10.30, prima che arrivasse il sole. E questo non è poco: sapere di poter contare su qualcuno, che in questo caso è un assicuratore, ma anche un socio motivato e che punta al successo (mio come fosse suo).
E' stato bello, stressante, ma spesso gratificante. Non ho mai gridato cadendo, perché sapevo che non era colpa della roccia, né dell'assicuratore, né mi usciva rabbia per il volo.
Sempre durante i tenta, appena uscivo dalla zona confort del primo boulder, iniziavo a pensare di cadere, cadevo e poi pensavo come migliorare; finché un giorno mi sono ritrovata a dover andare all'ultima presa dell'ultimo blocco, essendo arrivata fino a lì con fluidità, e non saper come gestire l'ultimo mezzo movimento, per una nuova emozione uscita fuori nel momento in cui avevo davanti alla faccia l'ultima presa.
Lì si che mi è uscito un urlo di sconfitta non desiderata.
Abbandonare il progetto: mi hanno detto che non si fa, ma così è stato, un'altra volta, un'altra stagione, un altro anno.
Hyaena, il tempo a disposizione è stato poco, ma ormai so come prenderti!! 😜
Nell'arrampicata si bada di più alle vittorie che alle sconfitte, forse fanno più notizia, ma il percorso verso il successo è sicuramente fatto di molte sconfitte, ecco Hyaena per me è stato un gran insegnamento, più che una sconfitta.
Abbandonare un progetto così vicino è una promessa di ritorno.
Tutto il bagaglio dei pugni in faccia di quella linea stupenda è sicuramente qualcosa di speciale, un bagaglio "culturale" importante, ora vediamo come riuscirò ad approfittare di tutti questi insegnamenti, di tutti quei movimenti, di piedi fini, di quelle tacche disegnate, di quei salti.
Di forza, piedi, tecnica, tattica, sicure, voli, testa ed emozioni: GRAZIE HYAENA, ALLA PROSSIMA.🙏🙆

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